Azioni e documenti

- Reclamo internazionale presentata al Governo italiano ed alle Nazioni Unite per denunciare lo scarso interesse dell'amministrazione locale all'assistenza sociale e richiesta del reddito di cittadinanza (basic income) per i cittadini del Territorio Libero di Trieste.

- Presentazione del ricorso contro le due sentenze della giustizia amministrativa italiana sulle elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (CEDU). Le sentenze sono la n. 530/2013 del T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) del Friuli Venezia Giulia, e la n. 1350/14 del Consiglio di Stato.

 

Dicembre 2014:

 

Presentazione della prima causa collettiva internazionale del Movimento Trieste Libera, in rappresentanza dei cittadini del Territorio Libero, contro lo Stato Italiano per l’imposizione del servizio militare nella Zona A del TLT.

 

Gennaio 2015:

 

Diffida contro la sdemanializzazione del Porto Franco Nord, promossa da una consociazione di politici locali a danno del TLT e della comunità internazionale.

Luglio 2015:

 

- Il Movimento Trieste Libera ha aperto con il Commissario del Governo la questione dell'attuale Provincia di Trieste, istituita come ente autonomo del Territorio Libero di Trieste con Ordine n. 259 del 1948 del Governo Militare Alleato, senza continuità né identità territoriale con l'omonima e più vasta provincia del Regno d'Italia esistita come tale dal 1922-23 al 1943.

Movimento Trieste Libera

Sito ufficiale

 

Gibanje Svobodni Trst |Bewegung Freies Triest |Free Trieste Movement

Le azioni e i documenti principali del Movimento Trieste Libera

Dalla sua fondazione a fine 2011, il Movimento Trieste Libera ha prodotto una grande quantità di documenti e portato avanti numerose azioni a livello locale, italiano e internazionale, per far valere le leggi vigenti sul Territorio Libero di Trieste e ripristinare i diritti violati dei suoi cittadini.

 

Questa pagina, in costante aggiornamento, raccoglie in formato PDF i documenti che definiscono la linea politica del Movimento Trieste Libera e da qui possono essere scaricati e letti; le basi legali dello status dell'attuale Territorio Libero di Trieste richiamate nei documenti si trovano invece a questo LINK.

 

Luglio 2011:

 

La questione dell'ininterrotta esistenza del Territorio Libero di Trieste viene messa a conoscenza delle istituzione europee per la prima volta con una denuncia di Roberto Giurastante, rappresentante dell'associazione ambientalista Greenaction Transnational. Pochi mesi dopo, Roberto Giurastante diventa uno dei fondatori del Movimento Trieste Libera.

 

L'articolo sul suo blog: LINK

 

Marzo 2012:

 

Denuncia sulla violazione dei diritti fondamentali della Zona A del Territorio Libero di Trieste alla Corte di Giustizia internazionale dell'Aja.

 

Aprile 2012:

 

Comunicazione sulla situazione del Territorio Libero di Trieste ad Austria, Brasile, Canada, Cina, Germania, Ungheria, India, Nuova Zelanda, Russia, Regno Unito, Stati Uniti d'America.

 

Maggio 2012:

 

Petizione al Parlamento Europeo sottoscritta da 3.500 cittadini contro le illegittime esazioni fiscali italiane nella Zona A del TLT.

 

Settembre 2012:

 

Denuncia al Consiglio di Sicurezza, al Segretario Generale e all'Assemblea delle Nazioni Unite delle violazioni del Trattato di Pace da parte dell'Italia a danno del Porto Franco internazionale e del Territorio Libero di Trieste e dei suoi cittadini.

 

Febbraio e Aprile 2013:

 

Campagna per il non-voto attivo: i cittadini del TLT denunciano ai seggi l'illegittimità delle elezioni politiche (febbraio) e regionali (aprile) indette dalla Repubblica Italiana, stato terzo, nella Zona A del Territorio Libero di Trieste, sotto amministrazione fiduciaria del solo Governo Italiano e fuori dalla giurisdizione italiana.

 

Le elezioni regionali sono state oggetto di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Friuli Venezia Giulia, sottoscritto da 57 cittadini del TLT: il TAR replica con la scandalosa sentenza 530/2013 in cui i ricorrenti vengono accusati di eversione per aver esercitato i loro diritti ed afferma l'inesistente sovranità italiana sulla città e sul Porto Franco internazionale di Trieste.

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Giugno 2013:

 

Messa in mora del Governo Italiano per reiterata violazione del Trattato di Pace sull'amministrazione civile provvisoria della Zona A del TLT e degli obblighi sul Porto Franco internazionale di Trieste.

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Dicembre 2013:

 

Petizione per il ripristino della legittima amministrazione della Zona A del Territorio Libero di Trieste e nomina del Governatore presentata alle Nazioni Unite, firmata da 16.000 cittadini del TLT ed ancora in corso.

 

Marzo 2014:

 

Denuncia alle Nazioni Unite e al Governo italiano per la continua violazione dei diritti umani sulle amministrazioni di sostegno e affidamento di minori commessi dalle autorità italiane operanti nell'attuale Territorio Libero di Trieste.

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Maggio-Giugno 2014:

 

Campagna per il non-voto attivo e denuncia dell'illegittimità delle elezioni europee, indette fuori dall'ambito di competenza dell'Unione Europea - alla quale il governo italiano non ha mai associato il Territorio Libero di Trieste. Tutti gli atti sono inviati al Parlamento Europeo.

 

Risposta del Presidente del Parlamento Europeo: LINK

 

Luglio 2014:

 

Integrazione dell'atto di messa in mora contro il Governo italiano presentata al Consiglio di Sicurezza ONU, al Consiglio delle Amministrazioni fiduciarie ONU (Trusteeship Council) ed al Consiglio per i Diritti Umani ONU.

 

Settembre 2014:

 

- Presentazione alle Nazioni Unite della diffida internazionale al Governo Italiano sul Porto Franco internazionale di Trieste, con bozza di decreto per l'applicazione della legittima amministrazione fiduciaria da parte del Governo Italiano e richiesta di un nuovo governo amministratore in caso di rifiuto. Documento presentato in anteprima a Vienna con il sostegno dei nostri delegati austriaci.

 

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Marzo 2015:

 

Inizio della campagna di Liberazione Fiscale per i cittadini e le imprese del Territorio Libero di Trieste, dove lo stato italiano impone illegalmente le sue tasse, rovinose per l'economia e per il porto franco internazionale di Trieste.

 

- Per scaricare e leggere la comunicazione alla Commissione Tributaria:

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- Richiesta a Commissario del Governo a Trieste:

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- Comunicazione Ufficiale alle autorità italiane interessate:

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Aprile 2015:

 

- Presentazione al Commissario del Governo della richiesta di emettere decreti di inefficacia delle sentenze del TAR FVG n. 530/2013 e Consiglio di Stato n. 1350/2014 che avevano rigettato come infondata e addirittura “eversiva” la richiesta del Movimento di annullare le elezioni regionali convocate nel Territorio Libero di Trieste simulando la sovranità italiana su di esso.

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- Segue la richiesta, sempre al Commissario di Governo, di dichiarare l'inefficacia delle sentenze che dichiarano falsamente il ripristino della sovranità italiana su Trieste in procedimenti di natura fiscale che, per questo, configurano una seria violazione dei giusti diritti dei triestini.

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- Presentazione, in base alla legge tavolare austriaca (Grundbuch) della domanda di iscrizione del Porto Franco Nord al "Demanio di Stato del Territorio Libero di Trieste" azione definitiva a difesa del porto franco internazionale e dei diritti di tutti gli Stati (stabiliti dall'Allegato VIII del Trattato di Pace).

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- Messa in mora al Commissario dell’Autorità Portuale, D’Agostino, sul rispetto della legge nella gestione del Porto Franco internazionale di Trieste, inviandogli copia di denunce già presentate in materia.

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Maggio 2015

 

- Il Movimento Trieste Libera presenta una denuncia antimafia e anti corruzione ed una diffida all'Ufficio del Demanio della Repubblica Italiana ed altre autorità italiane che vogliono vendere il punto franco nord del Porto Franco di Trieste, essendo questo un "ente di stato" (State corporation) del Territorio Libero di Trieste (Allegato VIII - Trattato di Pace di Parigi, UNTS 49).

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- Notificata al Commissario del Governo della “Carta dei Diritti del Cittadini e delle imprese del Territorio Libero di Trieste” che si fonda sulla Risoluzione n. 16/1947 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sul Trattato di Pace di Parigi, sul Memorandum di Londra e si richiama ai principi della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America, della Carta delle Nazioni Unite, e delle Convenzioni internazionali sul diritto dei Trattati.

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- Diffida formale a Equitalia per sospendere in autotutela le riscossioni «a carico di cittadini ed imprese del Territorio Libero di Trieste» che siano «effettuate per conto di organi dello Stato italiano, in base a leggi non estese all’ordinamento del Territorio Libero (Cassaz. civ., Sez. I, sent. n. 323/1965) e con quote del debito pubblico italiano (divieto ex art. 5 Alleg. X del Trattato di Pace del 1947).»

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Giugno 2015:

 

- Apertura del contenzioso internazionale sull’attuale Free Territory of Trieste (FTT) e sul suo Porto Franco internazionale davanti al Parlamento Europeo, e suo tramite alla Commissione Europea, con la procedura di petizione prevista dall’art. 227 del Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE).

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- Notifica al Commissario del Governo italiano che amministra il Free Territory e suo tramite al capo del Governo della richiesta formale di regolarizzazione della situazione fiscale di Trieste entro 90 giorni, previa sospensione cautelare immediata delle procedure fiscali, anche esecutive, e di sfratto conseguenti a leggi italiane che non sono applicabili come tali ai cittadini, ai residenti ed alle imprese di Trieste, perché non vi sono state estese regolarmente.

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- I politici locali dichiarano di voler forzare la sdemanializzazione del porto franco internazionale del Territorio Libero di Trieste, per destinarlo alla speculazione edilizia illecita gravata da seri interrogartivi anti mafia e anti corruzione. Il Movimento Trieste Libera reagisce diffidando le autorità italiane coinvolte affinché si astengano dall'azione illecita.

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- Diffida civile e penale ai politici italiani a Trieste (il sindaco Roberto Cosolini, la presidente regionale Debora Serracchiani, il direttore del Demanio italiano Roberto Reggi, tutti del Pd, ed il Commissario dell’Autorità Portuale imposto dal Pd in febbraio, Zeno D’Agostino) che si richiama anche ad atti precedenti e procedure in corso a livello italiano, europeo ed internazionale, afferma che la conseguente eliminazione del Porto Franco Nord è illecita per diritto internazionale e diritto italiano.

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- Il Movimento Trieste Libera presenta al Commissario del Governo la richiesta di abrogare i decreti commissariali che hanno introdotto a Trieste la leva militare obbligatoria nelle Forze Armate italiane dal 1957.

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Agosto 2015:

 

- Seconda richiesta della domanda di iscrizione del Porto Franco Nord al "Demanio di Stato del Territorio Libero di Trieste" l'azione definitiva a difesa del porto franco internazionale e dei diritti di tutti gli Stati (stabiliti dall'Allegato VIII del Trattato di Pace) continua dopo il rigetto del primo documento (Aprile) e per reagire ai nuoti tentativi illeciti dei politici e funzionari locali di eliminare il Porto Franco Nord di Trieste.

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- Avvertimento pubblico alla Capitaneria di Porto italiana a Trieste sui motivi per cui la gara di concessione europea per il servizio rimorchiatori nel Porto Franco internazionale di Trieste ed il suo esito potrebbero venire impugnati per nullità originaria assoluta. All'atto è allegata la petizione all'Unione Europea del giugno 2015.

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Settembre 2015

 

Notifica al Governo italiano quale amministratore civile provvisorio del Free Territory of Trieste, attraverso il Commissario del Governo a ciò delegato, di un "Avviso Pubblico" dell'imminente scadenza del termine dell'«Invito formale ad adempiere entro 90 giorni agli obblighi di diritto internazionale e di diritto italiano verso il Free Territory of Trieste, i suoi cittadini e residenti, le sue imprese e le sue istituzioni».

 

Dalle ore 24.00 del 15 settembre il Movimento formalizza la verifica delle omissioni ed inadempienze del Governo Italiano per «azionare immediatamente i necessari rimedi di diritto internazionale ed interno predisposti»

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Il Movimento Trieste Libera annuncia l'avvenuta costituzione della International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste, I.P.R. F.T.T – Rappresentanza Internazionale Provvisoria del Territorio Libero di Trieste, legittimata con le deleghe specifiche dirette dei soggetti giuridici privati, pubblici ed internazionali titolari dei diritti violati. Si tratta di uno strumento giuridico speciale, essendo la situazione del Territorio Libero di Trieste e del suo Porto Franco Internazionale è senza precedenti.

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Ottobre 2015

 

- Invio alla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo nuovi documenti ed informazioni ad integrazione della sua petizione urgente «Per denuncia di gravi violazioni del diritto internazionale e del diritto dell’Unione Europea nei rapporti giuridici, politici ed economici dell’Unione Europea e dalla Repubblica Italiana verso l’attuale Free Territory of Trieste e verso gli altri Stati dell’UE e della Comunità internazionale».

 

Sono state anche inviate le prime quattro adesioni internazionali alla petizione, pervenute da Austria e Repubblica Ceca.

 

- Invito formale a Commissario del Governo italiano e Prefetto ed alla Regione Friuli Venezia Giulia a sospendere immediatamente, e poi annullare, con i poteri di amministrazione civile provvisoria del Territorio Libero di Trieste delegati a tali enti dall'art. 70 della L. cost. n. 1/1963, le imposizioni fiscali e le procedure esecutive dello Stato italiano nei confronti dell'EZIT - Ente Zona Industriale di Trieste, costituito nel 1949 come ente di Stato del TLT.

 

Il documento è stato notificato anche all'I.P.R. F.T.T. - International Provisional Representative of the Free Territory of Trieste, la Rappresentanza Internazionale Provvisoria del Territorio Libero di Trieste.

 

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- Per difendere il Porto Franco Nord dalle operazioni speculative illegali ed imbroglione del malaffare politico-istituzionale italiano, una diffida pubblica alle autorità italiane. Ogni loro tentativo di forzare la situazione renderebbe nullo qualsiasi loro atto di dismissione e cessione del Porto Franco Nord. Documento inoltrato per conoscenza alla I.P.R. F.T.T. (Rappresentanza Internazionale Provvisoria del Territorio Libero di Trieste).

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Novembre 2015

 

Il Movimento Trieste Libera ha notificato adautorità locali e italiane un «Esposto riguardante esazioni fiscali illegittime nei confronti dell’Ente per la Zona Industriale di Trieste (EZIT) ed ipotesi di reato connesse» denunciando le responsabilità dei suoi amministratori, essendo l'EZIT è un ente di Stato del Free Territory of Trieste sotto amministrazione provvisoria del Governo italiano.

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Gennaio 2016

 

Il Movimento Trieste Libera notifica una «Diffida ed invito a rispettare la legge nell'amministrazione civile provvisoria del Porto Franco internazionale del Free Territory of Trieste per tutte le responsabilità civili e penali connesse» agli amministratori italiani incaricati dell'amministrazione civile provvisoria del TLT, affinché si astenganoto dallo sdemanializzare il Porto Franco Nordfrom e delegando la I.P.R. F.T.T. a compiere tutte le azioni internazionali necessarie alla difesa dei diritti e degli interessi legittimi rappresentati nell'atto.

 

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Il Movimento Trieste Libere richiede la detassazione delle pensioni italiane per i residenti e per i cittadini del Territorio Libero di Italiana all'ente di previdenza sociale INPS, con riferimento all'allegato X del Trattato di Pace del 1947, delegando le difese internazionale sulla questione alla “Rappresentanza Internazionale Provvisoria del Territorio Libero di Trieste – I.P.R. F.T.T.”

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Febbraio 2016

 

Notifica di una «Diffida ad adempiere a tutti gli obblighi del diritto internazionale, del mandato di amministrazione civile provvisoria e dell'ordinamento costituzionale italianoi riguardanti il Free Territory of Trieste» alle autorità provvisoria italiane sulla base della diffida del 29 giugno 2ouged al recente documento ONU S/2015./809 che conferma lo status legale dell'attuale Territorio Libero di Trieste - TLT.

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Richiesta al Comissário del Governo amministratore italiano «Di demarcazione visiva urgente del confine di Stato tra il Free Territory of Trieste e la Repubblica Italiana» per la tutela della legalità internazionale ed interna, della sicurezza civile e militare e dell'ordine pubblico, anche in relazione ai noti problemi causati dai traffici illegali crescenti di persone e di beni, inclusi i traffici di armi e di stupefacenti.

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Marzo 2016

 

Il Movimento Trieste Libera ha depositatoal Commissario del Governo italiano a Trieste la richiesta formale di estendere anche ai cittadini dell’attuale Free Territory of Trieste il diritto di votare il referendum italiano del prossimo 17 aprile contro le ricerche ed estrazioni di idrocarburi nel mare Adriatico.

 

Per far votare anche i cittadini del Free Territory amministrato il Governo amministratore od il suo Commissario dovrebbero quindi emettere un provvedimento legislativo specifico, e senza di esso il loro voto potrebbe determinare la nullità del referendum per violazione degli obblighi giuridici internazionali e costituzionali del Governo italiano e dello Stato italiano verso il Free Territory of Trieste.

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Il presidente ed il responsabile esteri del Movimento Trieste Libera, Roberto Giurastante e Paolo G. Parovel, rendono noto di avere avviato la procedura di iscrizione ex lege della proprietà delle aree del Porto Franco Nord di Trieste al Porto Franco internazionale del Free Territory of Trieste, in esecuzione del Trattato di Pace con l’Italia del 10 febbraio 1947 e dei diritti specifici di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite.

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Aprile 2016:

 

Il Movimento Trieste Libera - MTL ha presentato l'11 aprile una documentata denuncia amministrativa e penale nei confronti dei responsabili della “Equitalia S.p.A”, società pubblica concessionaria della riscossione dei tributi per conto dello Stato italiano. Il motivo della denuncia è che le società del Gruppo Equitalia obbligano, anche se la legge non lo prevede, i cittadini e le imprese a presentare le domande di sospensione legale della riscossione (L. 228/2012 di bilancio dello Stato, art. 1, commi 337-344) utilizzando un modulo predisposto dalla stessa Equitalia che omette l'intera, ampia categoria delle “altre cause di inesigibilità” prevista dalla legge (comma 338, punto f), impedendo così ai contribuenti di azionarla. Il modulo corretto da Trieste Libera si trova a questo LINK

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Luglio 2016:

 

Trieste Libera denuncia alla Procura il Commissario del Governo italiano a Trieste, Annapaola Porzio, per un “Comunicato”nel quale si afferma che il Free Territory of Trieste non esiste e nel quale minaccia sanzioni pecuniarie e penali contro i cittadini che hanno presentato obiezione fiscale motivata contro l’imposizione delle tasse dello Stato italiano a Trieste.

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Dicembre 2016:

 

Il Movimento Trieste Libera inizia il deposito delle prime domande di commissariamento dei Comuni di Trieste e Muggia sottoscritte da 442 cittadini consapevoli del Territorio Libero di Trieste ed indirizzate al Governo italiano amministratore tramite il Commissario del Governo che lo rappresenta a Trieste.

Il fondamento giuridico della richiesta è quello già annunciato durante le elezioni: l’illegittimità, anche costituzionale, dell’applicazione di leggi elettorali dello Stato italiano che non sono mai state estese al Free Territory e violano il principio proporzionale del suo ordinamento.

Aprile 2017:

 

Il Movimento Trieste Libera ha inviato al Commissario del Governo e Prefetto, al Questore ed al Procuratore della Repubblica una segnalazione urgente di danno sociale e pericolo per l’ordine pubblico causati a Trieste da ritardi abnormi nel pagamento del sostegno al reddito a migliaia di cittadini e famiglie in stato di povertà.

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